Permuta auto usata: come funziona


Il meccanismo della permuta di un’auto usata è semplice: il cliente compra una vettura in una concessionaria, e “dà dentro” il proprio usato, il cui valore viene sottratto dal prezzo del nuovo o di un altro usato.

Per intendersi, se la macchina nuova costa 20.000 euro e l’usato vale 3.000 euro, alla fine il consumatore sborserà 17.000 euro.

La base di partenza: tre strade

Infatti, come ricorda l’Automobile Club d’Italia, quando si consegna un’auto a un concessionaria, il cliente ha tre possibilità:

  • vendere il veicolo alla concessionaria (minivoltura);

  • sottoscrivere una procura speciale a vendere a favore della concessionaria;

  • consegnare l’auto per la demolizione in cambio dell'acquisto di un nuovo veicolo.

Lo dice il Codice Civile

La permuta dell'usato è regolata dall’articolo 1552 del Codice Civile: è il contratto di reciproco trasferimento della proprietà di cose o di altri diritti.

Non c’è compravendita, perché non avviene nessun passaggio di denaro: solo, è il trasferimento di proprietà. Per banalizzare, questa pratica può essere definita come il baratto di auto usate.

Permuta e minivoltura

Il suggerimento è di vendere il veicolo alla concessionaria tramite minivoltura, perché il venditore (il privato che dà la macchina in permuta), non più intestatario del veicolo, sarà esente da ogni responsabilità sul veicolo.

Pertanto, se con quell’auto verranno commesse infrazioni al Codice della Strada, rilevate da strumenti elettronici in automatico quale l’autovelox, il cliente non avrà nessuna responsabilità.

In caso di controversia, basterà dimostrare che non si era proprietari della macchina al momento dell’infrazione, e che quindi a dover pagare la multa è il nuovo titolare (la concessionaria).

Prima strada: minivoltura dell’auto a una concessionaria

La minivoltura è la vendita di un veicolo a una concessionaria. Ci sono da tenere presente tre aspetti.

  • La richiesta di registrazione del passaggio di proprietà va presentata allo Sportello Telematico dell'Automobilista. La documentazione da presentare è la stessa prevista per il passaggio di proprietà, ma il costo è inferiore: non si paga l’Imposta Provinciale di Trascrizione. Mentre è più basso il versamento ridotto degli emolumenti ACI (13,5 euro anziché 27 euro).

  • La minivoltura si considera regolarmente effettuata solo se l'atto di vendita viene registrato nell'archivio del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e della Motorizzazione Civile (UMC). Occhio: senza l’atto, il venditore rimane intestatario del veicolo al PRA per mancata registrazione del passaggio di proprietà e può essere chiamato a rispondere di tutte le conseguenze connesse al presunto possesso e uso del veicolo. Parliamo di infrazioni da Codice della Strada con relative multe, ma anche di incidenti con feriti o morti, o di usi illegali del mezzo (per rapine, scippi, furti).

  • Pertanto, è caldamente suggerito che il venditore si accerti di un punto chiave: che l'acquirente abbia registrato l'atto di vendita al PRA, chiedendo, dopo sessanta giorni dalla data di autentica dell'atto, una visura. Come? Basta indicare la targa del veicolo venduto, o all'ufficio provinciale ACI - Pubblico Registro Automobilistico o tramite il servizio online. Fatto il controllo e se l’esito è positivo, si possono dormire sonni tranquilli: l’auto è della concessionaria, che risponde in tutto e per tutto di quel veicolo.

Ma che cos’è lo STA?

Lo Sportello Telematico dell'Automobilista (STA) è al servizio del cittadino: consente di ottenere subito le targhe, la carta di circolazione e il certificato di proprietà digitale (CDPD) di un veicolo, nuovi o aggiornati, senza doversi rivolgere in tempi diversi agli uffici delle unità territoriali dell'ACI - Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e della Motorizzazione Civile (UMC).

Ci si può rivolgere ad un qualsiasi STA, anche in una provincia diversa da quella di residenza o da quella in cui è iscritto il veicolo.

Che cos’è il Certificato di Proprietà Digitale

Il CDPD (Certificato di Proprietà Digitale) viene rilasciato dal PRA esclusivamente in modalità digitale sostituendo progressivamente dal 2015, per le formalità richieste dalla suddetta data in poi, l’attuale documento cartaceo.

La digitalizzazione del Certificato di Proprietà è in linea con le disposizioni del Codice dell’Amministrazione Digitale. In teoria, comporta una serie di vantaggi per il cittadino.

Il Certificato di Proprietà Digitale non può più essere smarrito o sottratto e, quindi, non dovrà più essere richiesto al PRA il duplicato con evidente risparmio di tempo e denaro.

Il CDPD risiede nei Sistemi informativi ACI. In più, viene consegnata una ricevuta contenente un codice d’accesso attraverso il quale è possibile visualizzare la ricevuta e il CDPD con le seguenti modalità:

  • attraverso la lettura mediante smartphone o altro dispositivo idoneo del QR-code presente sulla ricevuta;

  • collegandosi all’indirizzo web indicato nella ricevuta digitando il codice di accesso;

  • tramite la funzione online “Consulta il Certificato di Proprietà Digitale”.

Seconda strada: procura a vendere

In caso di consegna del veicolo per la rivendita il venditore deve redigere la procura a vendere (con firma dell'intestatario autenticata dal notaio) a favore della concessionaria.

Attenzione: per effetto della procura, la concessionaria non è proprietaria del bene, ma è delegata a vendere a un terzo soggetto il veicolo.

Il cliente era e resta titolare del mezzo: non c’è stata nessuna vendita, ma la concessionaria è stata autorizzata a vendere.

Ecco che cosa rammentare.

  • La concessionaria deve inserire il veicolo ritirato in permuta nell'elenco "esenzioni" e deve trasmetterlo all'organo preposto dalla Regione per il controllo della tassa di proprietà della macchina (bollo auto). Solo questa operazione interrompe l'obbligo del pagamento della tassa automobilistica.

  • La concessionaria deve registrare il successivo passaggio di proprietà al PRA. In caso contrario, il precedente proprietario rimane intestatario del veicolo al PRA per mancata registrazione e può essere chiamato a rispondere di tutte le conseguenze connesse al presunto possesso e uso del veicolo: è opportuno ribadire i pericoli connessi alle infrazioni da Codice della Strada (visto il proliferare di telecamere e autovelox), con la possibilità che la multa venga notificata al vero proprietario al momento della violazione.

Terza strada: consegna del veicolo per la demolizione in cambio dell'acquisto di altro veicolo

Si può consegnare alla concessionaria il veicolo da demolire solo se si acquista un altro veicolo. In questo caso, si ricordino le seguenti cose.

  • La concessionaria rilascia al cliente (intestatario del veicolo da demolire) un certificato di rottamazione in cui viene specificato che lo stesso concessionario/rivenditore provvederà a registrare al Pubblico Registro Automobilistico la "cessazione della circolazione del veicolo per demolizione".

  • La concessionaria deve provvedere all'annotazione della cessazione di circolazione per demolizione entro un termine stabilito per legge che può essere, a seconda della tipologia dei veicoli, di trenta o novanta giorni dalla data di consegna del veicolo attestata nel certificato di rottamazione rilasciato al cliente.

  • La sospensione dell'obbligo di corrispondere la tassa automobilistica (bollo auto) decorrerà dal periodo di imposta successivo alla data di rilascio del certificato di rottamazione da parte della concessionaria. Per capirci, il bollo lo paga chi è proprietario nel momento in cui c’è l’obbligo di versare il dovuto. Idem per le multe da Codice della Strada.

È possibile verificare che la concessionaria abbia registrato al PRA la cessazione di circolazione del veicolo entro il termine previsto per legge, chiedendo una "visura", indicando la targa del veicolo consegnato per la demolizione, all'Ufficio Provinciale ACI - Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Volendo, c’è anche il servizio di ACI online.

Le promozioni su il "nuovo"

Sono sempre più frequenti le promozioni delle Case automobilistiche legate a un usato da “dare dentro”. Quindi, c’è un finanziamento del Costruttore, con sconto sul nuovo, purché la vecchia macchina venga data in permuta (o rottamata). Si tengano presente i seguenti aspetti.

  • Per la rottamazione, il cliente non riceve un euro: è il vecchio che viene “buttato via”.

  • Per la permuta, è la Casa che fa il prezzo sull’usato. Al massimo, ma è molto difficile, si può cercare di contrattare. Come sempre in queste situazioni, c’è un rapporto di forza ben preciso, col Costruttore che fissa il valore della vecchia macchina.

Valore futuro garantito: cos’è

Molto spesso, chi compra un’auto nuova approfittando di una promozione di una Casa automobilistica, può aderire alla formula del valore futuro garantito.

La macchina nuova, dopo un certo numero di anni (di solito tre), avrà il valore che è stato fissato all’acquisto. Per esempio, il cliente compra un’auto che costa 30.000 euro, e che dopo tre anni varrà 15.000 euro. Alla fine del triennio di rateazione, potrà versare 15.000 euro di valore futuro garantito e tenere quell’auto; oppure potrà darla in permuta per un’altra del marchio; o disfarsene senza né dare né avere un euro.

Per la permuta, non c’è un prezzo da fissare né una valutazione da fare: tutto è prestabilito, purché ovviamente la macchina venga restituita nelle condizioni indicate dal contratto di acquisto (inclusa la percorrenza massima totale).

Vendita dell’usato: cautele

Comunque, per la permuta dell’usato, come per qualsiasi compravendita di una macchina di seconda mano, è meglio adottare cautele.

  • Si suggerisce a venditore e acquirente di richiedere il passaggio di proprietà del veicolo presso uno Sportello Telematico dell'Automobilista: c’è il rilascio a vista dei nuovi documenti e l'aggiornamento automatico degli archivi del Pubblico Registro Automobilistico e della Motorizzazione Civile.

  • Se la richiesta del passaggio di proprietà non è stata presentata a uno STA, trascorsi sessanta giorni dalla data dell'autentica della firma sull'atto di vendita, si consiglia di richiedere all'ufficio provinciale ACI - Pubblico Registro Automobilistico (o tramite il servizio online ACI) una visura indicando la targa del veicolo venduto per verificare l'intestatario al PRA del veicolo e, quindi, che il passaggio di proprietà risulti correttamente effettuato.

  • Se il passaggio di proprietà non è stato registrato, il venditore rimane intestatario dell’auto al PRA e risponde delle conseguenze collegate al presunto possesso e uso del veicolo.

Conviene davvero la permuta?

Ma la permuta conviene al cliente privato? Risposta impossibile da dare. Comunque, se la concessionaria offre un importo sulla vettura, è opportuno considerare quanto un altro privato (o un’altra concessionaria) valuti quello stesso usato.

Se un secondo potenziale acquirente offre di più, si può incassare il denaro e poi comprare il nuovo. Tutto questo vale se la promozione sul nuovo non sia legata alla permuta.

Permuta da privato a privato

È molto rara la permuta fra privati. Per esempio, un privato ha un usato da 10.000 euro, un altro da 20.000 euro: il primo dà la propria auto in permuta per diventare proprietario dell’altra auto, sborsando solo la differenza, che è di 10.000 euro.

Ci si mette d’accordo su chi paga per il passaggio di proprietà. In quanto alla valutazione dell’auto da dare in permuta, ci si può affidare a un terzo.

Permuta dell’usato per una km 0

Oltre alla permuta dell’usato per un’auto nuova o per un usato, c’è la permuta per una km 0. Attenzione: si diventerà proprietari non di un’auto nuova, ma di un’auto usata.

Infatti, sulla carta di circolazione della vettura a km 0, il primo titolare è la concessionaria, il secondo sarà il cliente: è una macchina di seconda mano. Il che influenzerà il valore dell’usato negli anni successivi, quando magari il cliente vorrà disfarsi di quella vettura.

Assicurazione, spetta al nuovo proprietario

Dopo la permuta della vettura usata per una nuova, per questa il titolare dovrà stipulare un’assicurazione auto  obbligatoria, la Rc auto.

Occhio: può darsi che il prezzo della Rca pagata dal nuovo proprietario sia molto diversa dalla tariffa Rca versata dal vecchio proprietario.

Infatti, a incidere sul prezzo sono anche le caratteristiche del titolare del mezzo: residenza, età, classe di merito. Solo a titolo esemplificativo, così da evitare brutte sorprese, ecco come cautelarsi.

  • È del tutto inutile chiedere al proprietario dell’auto di cui si vuole divenire proprietari quanto paga di Rc auto. Infatti, se l’attuale titolare della macchina è in prima classe di merito, e il secondo è in decima classe di merito, il primo godrà di sconti sulla Rca che l’altro non otterrà mai.

  • Ancora prima di effettuare la permuta per divenire proprietari dell’altra auto, si può chiedere il rilascio di preventivi Rc auto a numerose compagnie. Così, si sa subito quanto si andrà a spendere.

  • Volendo, ci sono siti specifici che rilasciano preventivi al volo da più compagnie: bastano la targa, la data di nascita, un indirizzo di posta elettronica valido. Così, in tempo reale, si hanno diverse tariffe da confrontare, per giunta godendo dello sconto che il broker ha spuntato in partenza.

  • Assieme alla Rc auto, la copertura si può arricchire con polizze aggiuntive facoltative: in particolare, Furto e incendio, Atti vandalici, Eventi naturali e sociopolitici, oppure le Kasko di diverso livello, sino alla Kasko totale che copre per i danni alla propria auto causati da un’uscita di strada.

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